il gusto autentico  luglio 2011
    di Nunzio Romano

Street Food all’italiana: gli arancini

Al giorno d’oggi siamo abituati a considerare lo “street food”, come viene chiamato il cibo da consumare rapidamente anche camminando per strada, un fenomeno della modernità che impone ritmi frenetici ed incalzanti. In realtà, però, l’abitudine di vendere e consumare cibo lungo le strade è piuttosto antica, tanto da risalire addirittura all’Antica Roma.

Arancino

Se fosse possibile fare una passeggiata per le vie della Roma imperiale, infatti, ci s’imbatterebbe con molto facilità in dei venditori ambulanti di “panis ac perna”, dei panini al mosto farciti con una sorta di prosciutto cotto nell’acqua dei fichi secchi che gli antichi romani erano soliti consumare camminando per le vie della città.

A pensarci bene, d’altronde, sono molteplici le pietanze tradizionali della gastronomia italiana che si adattano alla definizione di “street food”: dai gelati, ai panzerotti, passando per gli arancini, esistono diverse decine di ricette di cibi adatti ad essere consumati rapidamente per strada e che sono spesso il frutto di tradizioni secolari.

Gli arancini o arancine, ad esempio, sono lo “street food” siciliano per eccellenza: preparate in tutta l’isola, queste palle di riso ripiene e fritte vengono confezionate e chiamate in modo diverso nelle varie zone dell’isola.

Nella parte occidentale, infatti, vengono chiamate solitamente “arancine” e hanno solitamente una forma sferica, simile a quella di una piccola arancia, mentre nella zona orientale vengono chiamati al maschile e hanno una forma conica.

Queste piccole differenze, però, non influiscono sul sapore di queste succulente pietanze, la cui ricetta più diffusa prevede la presenza di un sugo di carne come ripieno, anche se ormai esistono diverse varianti che prevedono farciture di tutti i tipi, con sughi a base di pesce, di verdure o di formaggi.

Come accennato, la storia di queste particolari preparazioni è piuttosto antica e risalirebbe al X secolo circa, quando, durante la dominazione araba dell’isola, si diffuse l’abitudine di posizionare al centro del tavolo, durante i banchetti, un grande piatto ricolmo di riso allo zafferano arricchito da carni e verdure dal quale i commensali potevano servirsi da soli, prendendo una manciata di riso. In origine, quindi, l’arancino siciliano altro non era che una pallottola di riso accompagnata da alcuni condimenti.

La trasformazione di questa sfera negli odierni arancini, invece, sembra sia riconducibile alla corte di Federico II di Svevia, dove, secondo la tradizione, sarebbe nata l’idea di impanare e friggere il riso ripieno, allo scopo di consentire all’imperatore di portare con sé, durante le battute di caccia, del cibo facilmente trasportabile e non deperibile, ma gustoso.

L’arancino sarebbe quindi nato probabilmente dalla necessità di consumare un pasto di fretta mentre si era affaccendati in altre occupazioni, proprio come avviene oggi con lo “street food”.
Questa caratteristica, d’altronde, non ha mai abbandonato gli arancini, tanto è vero che ancora oggi, camminando per le città siciliane, è facile imbattersi in persone di ogni età che si apprestano ad addentare uno di questi succulenti rustici.

Se avete un programma un viaggio in Sicilia, quindi, vi consiglio vivamente di provare ad acquistare un arancino appena fritto in una qualunque rosticceria dell’isola e di gustarvelo mentre fate una passeggiata per le vie della città.

Se, invece, non avete la fortuna di avere in programma una vacanza in Sicilia, potete provare la ricetta degli arancini elaborata per voi dai nostri chef!

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