ottobre 2010
   

L’Editoriale di Gianluigi Zenti

L’innovazione consiste nel vedere ciò che hanno visto tutti, pensando ciò che nessuno ha pensato.
Albert Szent-Gyorgyi

L’innovazione? On demand

L’Editoriale di Gianluigi Zenti

È alle domande dei consumatori che deve rispondere l’agenda dell’innovazione, sia nell’industria alimentare che nella rete di vendita. Solo se si mantiene uno stretto contatto con i bisogni e i desideri degli acquirenti, che peraltro stanno cambiando sempre più in fretta, può esserci un reale rinnovamento.

L’industria alimentare deve offrirci un cibo di qualità. Non solo alimenti dal sapore via via migliore, ma anche più sani, capaci di incidere positivamente sulla nostra forma fisica e la nostra longevità, in grado di promuovere il benessere e donarci qualcosa di più: comodità, cultura, gioia, piacere.

Le società di food devono anche prendersi cura dei costi ambientali dei loro prodotti, favorendone l’ecosostenibilità, sviluppando processi produttivi che richiedano l’impiego di minori risorse d’acqua e riducano perdite e sprechi, studiando materiali per il packaging sempre più riciclabili e biodegradabili. Per andare verso un vero avanzamento, le aziende alimentari devono anche impegnarsi sul fronte della conservazione dei prodotti, così da incrementare la loro vita sullo scaffale e contenere le perdite, e lavorare per facilitare lo stoccaggio e la riduzione dei costi di trasporto. Fondamentale, poi, per puntare a un miglioramento, è assumersi la responsabilità sociale del proprio agire sul mercato, promuovendo un’equa distribuzione della ricchezza e un commercio libero.

Un’innovazione concreta, ad esempio, è rappresentata dalla riscoperta dei cibi crudi e dalla formazione per insegnare alle persone un’alimentazione semplice ma con ingredienti naturali, che aiuti a migliorare la loro salute e il loro aspetto estetico.

Buona parte degli studi volti all’innovazione nel settore alimentare, non solo approfondiscono le nuove tecnologie di ottimizzazione industriale, ma anche le opportunità offerte da diversi canali del marketing, come la distribuzione porta-a-porta o gli outlet. In futuro i venditori, che costituiscono l’anello finale della catena del food, dovranno ricevere molta più attenzione perché possiedono uno dei beni più preziosi: l’informazione, dovuta al contatto continuo con il consumatore finale.

I supermarket stanno incrementando i loro servizi e l’innovazione in termini di consegna, cibo espresso, coffee shop e altre strutture. Spesso si fanno promotori di esperienze d’acquisto innovative, come le aree di degustazione. E cercano nuovi modi di offrire i prodotti, in modo da incrementare i vantaggi che ne derivano per il cliente. Nella grande distribuzione si tende sempre più a fornire soluzioni complete al consumatore, promuovendo una maggior consapevolezza del cibo e un’esperienza gastronomica.
I supermercati stanno diventando degli strumenti di comunicazione, un luogo di trasferimento della conoscenza, dove le persone possono saperne di più sui prodotti alimentari che acquistano e dove le industrie possono parlare direttamente con gli acquirenti. Non solo. I supermarket stanno anche provando a competere con il foodservice, ad esempio aprendo al proprio interno un ristorante o vendendo prodotti già pronti: un pasto caldo proprio come a casa.

Gianluigi Zenti
Direttore editoriale
Italian Food Lovers

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