scienza in tavola  settembre 2010
   

S.O.S. cucinoterapia

I laboratori di cucina rientrano nelle cosiddette “terapie occupazionali”. Coinvolgono tutti i sensi e attivano diversi aspetti cognitivi e motori, ma anche percettivi, sociali e affettivi, permettendo a persone con lesioni cerebrali di acquisire un maggior livello di autonomia e autostima

Chiara Ciracì, psicologa e neuropsicologa del centro di riabilitazione Santa Maria ai Servi di Parma

Chiara Ciracì, psicologa e neuropsicologa del centro di riabilitazione Santa Maria ai Servi di Parma

Matteo Manferdini

Oggi gioco allo chef

Corsi di cucina per tutti, organizzati da Academia Barilla: come imparare a divertirsi ai fornelli

Quelli che cucinare è un dovere, mai un piacere. Quelli che cucinare costa fatica e ruba tempo. Quelli che cucinare non è mai alla portata di tutti. Offrire una prospettiva diversa sul mettersi ai fornelli è l’obiettivo di alcuni corsi di cucina organizzati da Academia Barilla.
Ai percorsi per professionisti della ristorazione e appassionati gourmet, si affiancano corsi più semplici e brevi, a tema o tagliati su misura in base alle esigenze, rivolti a persone interessate a imparare i fondamentali dell’arte culinaria.
«Questi corsi possono durare il tempo di una pausa pranzo, da mezz’ora a un’ora e mezzo, e hanno l’obiettivo, non solo di insegnare alcune preparazioni di base, o le cotture principali, o il taglio degli alimenti attraverso l’esecuzione di piatti facili, veloci e stuzzicanti, ma anche di stimolare nelle persone l’aspetto ludico del cucinare», spiega Matteo Manferdini, chef di Academia Barilla. L’importante non è vincere, dunque, e nemmeno partecipare, l’importante è divertirsi.
«La cucina è un universo variegato di forme, colori, profumi, sapori, tutto da esplorare; è la gioia di lavorare le materie prime per preparare un piatto ed è la felicità di condividerlo con altri». Non si cerca di favorire la creatività nei partecipanti, perché questa arriverà solo dopo aver appreso le basi tecniche, quanto l’attitudine al sorriso. E questa virtù, per fortuna, la si può spendere da subito.

Ma. Vi.

Anche una comune pasta al pomodoro può diventare un percorso a ostacoli.
Puoi non ricordare la ricetta che hai letto solo un minuto fa, puoi non mettere più in ordine la sequenza cuocere-scolare-condire.
Puoi grattugiare il parmigiano nell’acqua di cottura o confondere il basilico con l’olio, puoi non saper più a cosa serva un mestolo o come si tenga in mano.
Se succede, i laboratori di cucina possono permettere di riprendere in mano la propria vita.
Ci si infila il grembiule e si prova a ricostruire, tentativo dopo tentativo, tutti i segmenti mancanti del proprio corpo e della propria mente.

«Nonostante cucinare possa apparire un’attività motoria e cognitiva semplice, comporta una diffusa stimolazione cerebrale, coinvolgendo numerose funzioni cognitive», afferma Chiara Ciracì, psicologa e neuropsicologa del centro di riabilitazione Santa Maria ai Servi di Parma (Fondazione Don Carlo Gnocchi-Onlus).
«La cucina si presenta come prerogativa umana, la cui acquisizione presuppone una lunga storia evolutiva fatta di migliaia di anni, piccole graduali conquiste e progressivo sviluppo intellettivo.
Le abilità cognitive implicate sono differenti e numerose e il loro funzionamento è contemporaneamente parallelo e sequenziale.
Infatti, oltre a ragioni di carattere socio-culturale, l’approccio ai fornelli avviene relativamente a tarda età poiché richiede un certo grado di maturità intellettiva
».

Esistono particolari condizioni, in cui l’abilità a destreggiarsi in cucina appare compromessa.
«È il caso di pazienti che, in seguito a cerebro-lesioni acquisite o a un progressivo deterioramento cerebrale, presentano difficoltà sia di carattere motorio che cognitivo.
In questi casi, è decisamente utile proporre a tali pazienti attività di cucina, da considerarsi come una vera e propria terapia di riabilitazione e stimolazione cognitiva, oltreché motoria
».

Per preparare un piatto, dal più banale al più elaborato, non solo dobbiamo avere davanti agli occhi della mente gli ingredienti necessari alla ricetta e i passi indispensabili per prepararla in modo corretto, ma anche la capacità di riconoscere visivamente gli utensili e i cibi, di afferrarli e utilizzarli in maniera appropriata, di mantenere un’attenzione sostenuta sul compito da svolgere e distribuirla su più fonti simultaneamente, e di orientarci correttamente nello spazio.

Nonostante la letteratura odierna relativa alle terapie occupazionali accentui l’acquisizione di un’autonomia motoria, trascurando il versante cognitivo, psicologico e socio-relazionale, «dal nostro punto di vista le attività occupazionali, e in particolare i laboratori di cucina, rientrano in un approccio olistico alla patologia.

Lorenza Beltrami, psicologa e coordinatrice delle terapie occupazionali e alcune mani all’opera nei laboratori di cucina

Lorenza Beltrami, psicologa e coordinatrice delle terapie occupazionali, e alcune mani all’opera nei laboratori di cucina

Stare ai fornelli, non solo comporta una stimolazione delle funzioni motorie e cognitive compromesse e il potenziamento di quelle residue, ma permette al paziente di utilizzare la sua sensorialità e sperimentare un’attività che può risultare rilassante, divertente, gratificante. Inoltre, il “fare cucina” – conclude la dottoressa Ciracì – aumenta la dignità e l’autostima, la possibilità di condivisione e socializzazione e il benessere psicologico».

Una risorsa preziosa anche per pazienti con danni cerebrali irreversibili. «Crediamo che i laboratori di cucina – aggiunge Lorenza Beltrami, psicologa e coordinatrice delle terapie occupazionali presso l’istituto di riabilitazione parmigianodebbano rivolgersi anche a pazienti con diagnosi di demenza, per i quali “fare” e “condividere” rappresentano una valida opportunità di stimolo, benessere e riconoscimento». Anche a loro, dunque, occorre dare la possibilità di avventurarsi tra fornelli e sapori. Perché possano godere appieno del loro presente e costruire piccoli, dolci ricordi per un futuro più ricco di gusto.

Mariagrazia Villa

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